La truffa della baby-sitter (seconda parte)

Nel nostro post precedente abbiamo parlato della cosiddetta truffa della baby-sitter, ancora purtroppo molto comune e poco conosciuta. Tipicamente su siti di annunci, una sedicente famiglia straniera dice di offrire lavoro per baby-sitter - 300-350? a settimana per mezza giornata di lavoro al giorno. Ottime condizioni, come al solito "troppo bello per essere vero".

La "famiglia" è tanto gentile da voler pagare in anticipo il primo stipendio, e quindi cerca in tutti i modi di farsi dare i dati per poter mandare l'assegno. Gli si chiede dettagli sul lavoro? "Loro" parlano solo dell'assegno e dei soldi.

Se gli si mandano i propri dati personali, effettivamente l'assegno arriva, ma per un importo superiore a quello pattuito...

Chi paga un lavoro di baby-sitter con assegno?

Questo tipo di truffa è particolarmente pericoloso perché frutta ai truffatori in più modi e a più livelli. In primo luogo, ovviamente, l'assegno. Un assegno non è una forma di denaro contante, ma presuppone che chi lo rilascia abbia i fondi per coprirlo.

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Purtroppo per i truffati, è facile rilasciare un assegno scoperto, e la sua verifica può richiedere anche settimane. Finché la copertura dell'assegno non viene accertata, non è possibile incassarlo, e quindi si deve sempre evitare di considerarlo come già intascato.

Ovviamente gli assegni che vengono mandati con troppo entusiasmo, senza essere nemmeno richiesti, si rivelano quasi sempre scoperti. La truffa si basa proprio sull'illusione di aver davvero ricevuto dei soldi, e quindi essere in vario modo tenuti a rimborsare il di più.

Come fare soldi facili

Se si usa davvero la presunta differenza ricevuta in più nel modo indicato dal personaggio, si perdono però soldi veri. Nel caso degli acquisti per il bambino, il sedicente negozio online naturalmente non esiste - ma qualcuno che gli manda soldi, tra tante persone che vengono adescate, sempre si trova.

In casi ancora più sfacciati, la famiglia fantasma ha "semplicemente" mandato soldi in più per sbaglio e chiede di restituire la differenza. Ancora una volta, se si paga davvero, si scambia denaro fantasma con denaro vero, e il truffatore ha fatto un po' di soldi puliti puliti.

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Che altro c'è da guadagnare (o da perdere)?

Anche chi i soldi non li manda, se ha mandato dati personali per ricevere l'assegno, è comunque già caduto nella rete. Il mercato illegale dei dati personali è molto ricco, e i truffatori possono usare quelli di cui si impossessano per gli scopi più vari.

È questo infatti l'obiettivo primario della truffa, ed anche il più semplice da raggiungere, anche perché (soprattutto in Italia) si tende a ignorare quanto sia pericoloso far conoscere i propri dati.

Nei casi peggiori, dietro la truffa può nascondersi una vera e propria attività di riciclaggio. Si tratta di una versione rivisitata e corretta della truffa alla nigeriana, in cui sedicenti dittatori o imprenditori africani ("Mobutu") hanno bisogno della collaborazione di un italiano e dei suoi soldi per sbloccare patrimoni su conti stranieri e girare soldi su altri conti in cambio di una interessante percentuale.

Non servirebbe nemmeno specificare che attività di questo tipo sono illegali, e partecipando si diventa automaticamente complici, rischiando di essere perseguiti penalmente.

Come evitare di farsi imbrogliare?

Può stupire come simili truffe possano avere successo nel paese di Totò, che parlava di Mobutu già negli anni Sessanta. I personaggi dietro queste macchinazioni però, cercando di raggiungere quante più persone possibile, possono fare affidamento sulla possibilità di agganciare sempre qualcuno che non sia preparato. Per questo è sempre importante condividere, in modo da spargere la voce.

Inoltre, come in altri casi di truffa, oltre ad una buona dose di buon senso, è importante fare attenzione ad alcuni elementi.

Nessuno, nessuno, paga senza motivo. Diffida sempre dagli sconosciuti troppo generosi, anche se sul momento ti sembra di non star correndo alcun rischio.

Non prendere decisioni avventate. La maggior parte dei truffatori cerca di mettere fretta in un modo o nell'altro, perché sa sotto pressione la nostra razionalità si indebolisce, ed è più facile lasciarsi imbrogliare.

I bonifici possono essere annullati (ma solo entro poche ore!), PayPal offre un sistema di protezione apposito contro le truffe, ma pochi altri mezzi sono altrettanto sicuri. Diffida sempre da chi ti chiede di mandare soldi tramite Western Union, Moneygram, ricariche telefoniche e altri sistemi non tracciabili. Usandoli, non solo mandi soldi veri, ma non hai alcuna possibilità di recuperarli.

Per consigli specifici su come riconoscere gli annunci di lavoro truffaldini, leggi anche la nostra guida.

Nomi sospetti

Come succede sempre, i truffatori cambiano spesso nome e dati "personali" per evitare di essere riconosciuti e per tirare un po' più a lungo con lo schema, spremendolo finché rende. Finora negli annunci di lavoro sono stati usati i seguenti nomi, molti in pseudoitaliano, e alcuni decisamente fantasiosi. Ricorda che dietro ognuno di questi nomi c'è più di una persona che ci ha rimesso i propri dati e spesso i propri soldi.

Paola Mandrillo

Venessa Muntoni

Maria Siemona

Vincent e Veronica Martire

Giacomo Capogreco

Mitchelle Camero

Lubello Giulia

Alessandra Moretti

Florentina Giachetta

Jessica Zambrotta

Elizabetha Zambrotta

Caterina Rizzo

Cameron Flecher

Felicia Spikes

Fellicia Brox

Gevonni Christopher

Amelia Cruz

Andrea Stephen

Daniela Pirlo

Sean Maicon

Stephnie Darossi

Marian Gonzalez

Samuel Brown

Barbara Eccless

Tola Benson

Amanda Fisher

Mario Fisger

Julie Omar

Emily Perruza

Mario Gatyzi

Simona Cruz

Sabella Praiz

Hanna Festus

Jennifer Krose

Angela Chris

Celestina Clark

Armelia Peterson

Armelia Chris

Marc Jean

Filomena Drammis

Caterina Rizzuto

Isabella Colombo

Regina Robinson

Anna Lopez Turz

Isabella Praiz

Brad James

Alexandra Carlos