E-commerce: 5 errori da non fare

Nel nostro post precedente sull'e-commerce abbiamo visto perché può non convenire a tutti lanciarsi nel settore della vendita online. Se comunque pensi che sia proprio la soluzione ai tuoi problemi, e desideri aprire il tuo negozio online, stai attento a non commettere almeno gli errori più comuni.

1. Vendere senza esperienza

Uno degli errori più comuni è pensare di poter vendere qualsiasi cosa. Aprire l'ennesimo negozio online che spazia dagli alimentari ai telefonini forse è un'idea un po' troppo ambiziosa, a meno di non chiamarsi eBay.

Abbiamo già spiegato che vendere online non è fondamentalmente molto diverso dal vendere nel mondo reale. Si tratta di un'attività che richiede doti (anche caratteriali) particolari, una preparazione specifica e anche un po' di esperienza perché riesca. Naturalmente non si nasce venditori, si può imparare, ma non pensare che basti leggere un paio di ebook per avere successo.

Occorrono anni di esperienza per poter dire di saper vendere di tutto, e se non è questo il tuo caso, preparati a molte difficoltà e delusioni.  Dovrai imparare a comunicare non solo coi clienti, ma anche coi fornitori e i finanziatori, assicurarti che i prodotti siano consegnati in maniera regolare, coordinare la distribuzione, tenere ordine nei libri contabili...

2. Vendere beni che si comprano sotto casa

Vuoi aprire un negozio di telefonini solo perché conosci qualcuno che può farteli avere con lo sconto? Vorresti vendere prodotti tipici fatti in casa? Forse un negozio online non fa per te.

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È facile pensare di poter vendere dei prodotti solo perché si è esperti o "peggio" intenditori, dimenticando di mettersi nei panni del cliente. Da esperti di vino, ne compreresti online, "a scatola chiusa"?  O useresti piuttosto la rete per trovare informazioni e offerte per poi andare di persona in negozio, assaggiare e confrontare?

Se ciò che vuoi vendere si trova facilmente in qualunque supermercato o centro commerciale, valuta se valga davvero la pena di buttarti in affari. Al di là di quello che dicono le pubblicità sull'e-commerce, potendo scegliere, la maggior parte dei clienti preferisce scomodamente andare di persona a scegliere i prodotti e toccarli con mano.

3. Vendere in mercati troppo competitivi

Ti metteresti a vendere pesce in una città di mare? Se in un mercato ci sono già tanti competitori, probabilmente sono già abbastanza, e hanno già esaurito le possibilità di differenziarsi tra loro. Qualunque prodotto tu possa pensare di vendere, c'è chi ci ha già pensato.

Allo stesso modo, un sito di e-commerce che venda prodotti comuni ha pochissime possibilità di essere trovato sui motori di ricerca. Pensa (o semplicemente prova a vedere) a quanti milioni di siti sono elencati per parole generiche come "telefonini online".

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Per avere qualche possibilità di successo, dovresti legare la tua attività a prodotti specifici, per cui la competizione è minore, e ottimizzare il tuo sito per parole chiave altrettanto specifiche.

4. Essere troppo internazionale

Se è vero che la rete permette di annullare le distanze geografiche tra le persone, non è detto che cercando di raggiungere tutta l'Italia o tutto il mondo sia il modo migliore per fare soldi con un e-commerce. Anzi è vero il contrario. Cercare di raggiungere persone fuori dalla propria zona è controproducente per tre motivi.

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1. Le parole chiave sono più inflazionate. Chiaramente nel mercato nazionale sono presenti molti più operatori che in uno locale. Ottimizzare il proprio sito per parole chiave locali come "collane di vetro a pescara" permette di ridurre drasticamente la competizione da battere.

2. Competizione dalle attività locali. Anche ammettendo che entrambi appaiano tra i risultati, potendo scegliere tra un e-commerce che si rivolge a tutta Italia e uno locale, il secondo sarebbe chiaramente in vantaggio. Anche nel caso in cui i prodotti siano esattamente gli stessi, la comunità (anche digitale) di riferimento fa la differenza.

3. Problemi di distribuzione. Ammettiamo che il sito di e-commerce nazionale sia visibile e sia preferito ad uno locale: come organizzare la spedizione? Al giorno d'oggi, sulla carta, fa poca differenza spedire a Milano o in Sardegna, ma concretamente la differenza esiste e come. Evidentemente i problemi si moltiplicano in caso di e-commerce internazionale.

5. Usare programmi per e-commerce automatizzati

Soprattutto se si desidera vendere tanti prodotti, è facile lasciarsi tentare dai programmi che promettono di organizzare in pochi clic un database con relativo catalogo e una serie di pagine automatiche da compilare con le schede tecniche e altre informazioni sui prodotti.

Indubbiamente si può risparmiare un po' di tempo, ma i motori di ricerca non sono in grado di leggere all'interno dei database automatici e delle pagine dinamiche. Ciò vuol dire che, anche inserendo recensioni originali e contenuti unici per ogni singolo prodotto, sarebbe ancora più difficile apparire tra i risultati di Google, e quindi tutto il lavoro sarebbe fatto per niente.

La situazione è ancora più grave in realtà, perché i programmi amano riempire gli indirizzi delle pagine generate automaticamente con codici assolutamente incomprensibili per gli umani e anche per i motori di ricerca, come /b?ie=UTF8&node=435507031. L'indirizzo della pagina è uno degli elementi che i motori di ricerca analizzano per capire l'argomento del sito, e mostruosità simili garantiscono di perdere tante pagine di contenuti utili.

Se nonostante tutte le sfide vuoi proprio vendere online, usa un sito statico come una vetrina sulla tua attività, e riempilo di contenuti che permettano facilmente di capire chi sei e cosa offri.