Come lavorare il fimo?

Il fimo è una famosa pasta modellabile sviluppata in Germania nella prima metà del secolo scorso. È una pasta termoindurente, che ha la particolarità cioè di non seccarsi all'aria (a differenza della plastilina, che finiva sempre per diventare una massa secca e scura), ma va cotta per renderla solida.

Una volta cotto, il fimo è un materiale impermeabile, leggero e relativamente anti-urto (certo se cade da una mensola alta si rompe!). Per questo si presta particolarmente per piccole creazioni, gioielli, bomboniere e oggetti ornamentali in genere.

Tipi di fimo

Esistendo da quasi un secolo, il fimo ha subito una lunga evoluzione, che lo ha reso progressivamente più semplice da modellare, più economico e meno tossico. Al giorno d'oggi esiste quindi una varietà incredibile di tipi di fimo, tutti non dannosi per la salute.

Si possono comprare panetti in vari set di colori, da quelli con i soli colori primari da mescolare a piacimento, fino ad arrivare a collezioni più ricche (10, 24, 30 colori). Inoltre esistono diversi tipi di fimo con rese particolari:

  1. paste che imitano i metalli, oro e argento

  2. paste granito, che sembra pietra, sia per il colore che per la variegatura

  3. paste trasparenti, o che imitano il vetro

  4. paste fosforescenti, che si illuminano al buio

  5. fimo glitter, con effetto brillantinato

  6. fimo perlescente, per un effetto perla lucida

  7. fimo soft, che può essere modellato più facilmente

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Come si lavora

il fimo infatti è una pasta piuttosto dura, che deve essere lavorata per bene a mano perché diventi abbastanza morbida da essere modellata. A volte può essere un procedimento anche scocciante, che però può essere utile come antistress, oltre che per far riscaldare le mani e prepararle per la lavorazione.

Solitamente si parte da un pezzetto, che si lavora con le mani finché non smette di sbriciolarsi e non raggiunge una consistenza (relativamente) morbida e uniforme. A questo punto si può dargli una forma: le possibilità sono limitate solo dalla propria fantasia.

Esistono in commercio tantissimi strumenti per lavorare il fimo, in tutto e per tutto simili a quelli per altre paste modellabili come das o creta: formine, coltellini e altri strumenti per tagliare, appiattire, piccoli mattarelli, dotter, forbicine e quant'altro.

Soprattutto se si vogliono realizzare oggetti piccoli, facendo pressione nel modo sbagliato si può deformare tutto, quindi è utile usare degli strumenti per agire con maggiore delicatezza e precisione. Inoltre, anche dato che il fimo sporca le mani, si possono usare dei guanti monouso.

È importante ricordarsi di lavarsi le mani quando si cambia colore, e se si sa già in partenza cosa si desidera realizzare è bene partire dai colori più chiari e passare via via a quelli più scuri, per evitare di lasciare ditate molto difficili poi da far sparire.

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I pezzi di fimo colorato possono anche essere lavorati insieme per mescolarli ed ottenere diversi colori ed effetti variegati. È in base a questo principio che si possono ottenere i risultati migliori. Anche se così facendo si allungano i tempi, se si lavora il fimo per hobby è consigliabile procurarsi una confezione con pochi colori e sperimentare tutte le possibilità.

Cottura

Per poter completare il proprio lavoro in fimo, bisogna cuocerlo. Cuocendolo lo si rende definitivo, non più modellabile ma impermeabile e resistente. Di per sé il fimo non è tossico (anche perché è classificato come giocattolo in italia), ma se brucia può emettere fumi tossici. Per questo la fase di cottura è particolarmente delicata.

Innanzitutto è una buona idea usare un fornetto apposito soltanto per la cottura del fimo, per evitare che a lungo andare i fumi si depositino e si trasmettano sul cibo. La durata della cottura dipende essenzialmente dalla dimensione della nostra creazione, e può andare da dieci minuti o meno fino a mezz'ora. Sebbene molte confezioni indichino temperature superiori, è consigliabile restare sotto i 110. In ogni caso, mai mettere il fimo direttamente a contatto con la piastra: meglio usare invece della carta da forno.

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La cottura deve avvenire a forno ventilato, che garantisce una distribuzione uniforme del calore. Dato che i fornetti sono un po' tutti diversi, prima di iniziare a cuocere il fimo si può fare una prova con un comunissimo foglio da stampa. Se dopo trenta minuti a 110° il foglio è ancora bianco, via libera. Se si è ingiallito (come fa la carta da forno), è il caso di cuocere il fimo ad una temperatura inferiore.

Una volta cotto

A cottura ultimata è bene lasciare che la nostra creazione si raffreddi all'interno del forno: se si toglie troppo presto o magari subito, c'è il rischio che lo sbalzo di temperatura deformi le parti più delicate.

Una volta cotto, il fimo può essere smaltato con prodotti specifici, dipinto con colori acrilici, e anche incollato: spesso per creazioni più elaborate conviene realizzare le singole componenti separatamente e poi incollarle tra loro.

Allo stesso modo, soprattutto se si è alle prime armi, per realizzare fatine, action figure o personaggi di cartoni animati è consigliabile dipingere il volto e altri piccoli dettagli a mano dopo la cottura, per evitare di fare guai con palline di vari colori, che possono portare a un risultato molto lontano da quello desiderato...

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Vi lascio con due tutorial per avere un'idea delle possibilità a disposizione. Se qualcosa non riesce al primo tentativo, non disperare, e non dimenticare che esistono probabilmente più tecniche per lo stesso risultato.

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Tutorial per rose elaborate