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Come trovare la giusta motivazione

Certo frasi pericolose o vuote come "il nostro futuro lo decidiamo noi", "noi siamo il nostro destino" ecc. lasciano il tempo che trovano, a meno di non intenderle nel modo giusto. Non abbiamo il controllo degli eventi esterni, il che vuol dire che non abbiamo il controllo della realtà che ci circonda e quindi non possiamo decidere sempre tutto della nostra vita.

In un modo o nell'altro c'è sempre qualcosa che ci influenza e che dobbiamo accettare così com'è - e poi ci sono le relazioni sociali personali, la situazione sociale e culturale del posto in cui si vive e altre variabili su cui il nostro controllo è limitato.

Come diceva qualcuno, non siamo alberi, se in un posto non ci troviamo bene non siamo ancorati al terreno. Ma se pensandoci onestamente sappiamo che il motivo per cui non ci troviamo bene non dipende dall'ambiente che ci circonda ma dal nostro modo di vivere, non importa dove andiamo o quante volte ci spostiamo, le cose non cambieranno.

Per questo, è bene imparare a motivarsi e a vivere la vita in modo più pieno. Ecco alcuni suggerimenti per tentare l'impresa...

1. Inizia!

Sembra banale, ma il modo migliore per fare qualcosa è iniziarla. Molto spesso la pigrizia o la mancanza di voglia di lavorare ci fanno trovare le distrazioni più varie. "Andiamo un momento su Facebook", e poi c'è il caffè, e "mannaggia proprio adesso dovevano telefonare, proprio ora che stavo per sedermi di nuovo"..

evitare-distrazioni

Chiaramente così non si va da nessuna parte. Ma c'è un trucco che forse pochi sanno. Non soltanto chi ben comincia è a metà dell'opera, ma chi comincia non smette. In psicologia viene chiamato effetto Ziegarnik, e implica che le attività lasciate a metà sono più facili da ricordare di quelle concluse.

È stato dimostrato che la tensione generata da una nuova attività che viene iniziata resta attiva quando la si interrompe, come se il cervello stesso mettesse un segnalibro, in modo da poter riprendere più facilmente. Più concretamente, una volta che si inizia a fare qualcosa, la pigrizia e la mancanza di voglia di lavorare spariscono da sole.

Per cui, la prossima volta che sei sul divano e sai che dovresti farti una mezz'ora di corsa o scrivere qualche lettera di motivazione da spedire, anche se non hai nessuna voglia, inizia e vedrai che dopo i primi cinque minuti non avrai più voglia di fermarti.

2. Dormi e alzati presto

A prescindere da tutto quello che vogliono farci credere, l'uomo è un animale diurno. Per essere efficienti e produttivi, è essenziale un buon riposo. È stato dimostrato che le ore in cui dormire fa riposare di più sono quelle prima di mezzanotte - fino al punto che ogni ora di sonno prima vale fino al doppio di ogni ora dopo mezzanotte. Lascia perdere il film in seconda serata o la chattata notturna su Facebook: vai a dormire presto e alzati presto. Farai fatica a credere a quanto tempo in più ti ritroverai a disposizione, e quanto la giornata sembrerà più lunga.

motivazione-alzarsi-presto

Alcune persone ritengono di essere più produttive la notte o la sera tardi, perché ci sono meno distrazioni, meno gente e rumori in giro ed è più facile concentrarsi. Beh, tutte queste cose sono validissime anche per la mattina presto, con la differenza che in più c'è la luce, che fa bene all'organismo e favorisce l'attività. Meno caffè e più sole!

3. Stabilisci un obiettivo

I migliori insegnanti di management non mancano mai di ribadire l'importanza di obiettivi chiari e ben definiti. Anche per gestire qualunque aspetto della propria vita è bene porsi degli obiettivi - ma soprattutto per ciò che per noi è più importante, come la vita sociale o la ricerca di lavoro.

Un buon obiettivo deve essere SMART - "intelligente" in inglese, ma anche una sigla per specifico, misurabile, attuabile, realistico e basato sul tempo. Il nostro cervello non è fatto per concepire un futuro lontano, per questo è importante che l'obiettivo sia concreto e realizzabile in un tempo preciso e vicino.

motivazione-fissare-obiettivo

Non si può pensare in termini generici di "voler dimagrire" e contare solo sui momenti in cui ce lo ricordiamo davanti ad una tavola imbandita... Un obiettivo misurabile e realistico (come "perdere tre chili in un mese") è il primo requisito per potersi veramente dare da fare.

4. Concentrati sui progressi

Dato che le cose veramente importanti da conquistare sono solitamente impegnative e richiedono molto tempo, è bene suddividere e strutturare il proprio lavoro. Non basta decidere qual è il nostro obiettivo finale, ma è indispensabile impostare delle milestone, degli obiettivi a breve termine, delle pietre miliari per il nostro cammino. Se il nostro obiettivo finale è la laurea, ogni singolo esame è una milestone, e ognuno può a sua volta essere visto come un obiettivo a lungo termine, che per essere raggiunto richiede vari passaggi.

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Una volta strutturato il proprio lavoro, usiamo il nostro obiettivo finale per motivarci, ma non per misurare il nostro lavoro. Per quello, basiamoci sui nostri progressi. Se abbiamo strutturato adeguatamente il nostro lavoro sarà facile rendersi conto di quanto stiamo effettivamente facendo, e quindi sentirci contenti per aver già studiato 200 pagine - piuttosto che avvilirci per le 1500 che ci aspettano ancora.

5. Fai un po' alla volta

Così come il nostro lavoro, anche il nostro impegno deve essere organizzato e strutturato. Il nostro cervello ha dei limiti naturali - piuttosto brevi - di concentrazione, oltre i quali è non solo dannoso ma anche improduttivo spingersi.

Se ci si trova a che fare con un'attività ripetitiva, soprattutto se puramente intellettiva, un buon metodo per mantenere la concentrazione e soprattutto mantenersi freschi evitando di esaurirsi inutilmente è la tecnica del pomodoro.

lavorare-pomodoro

Essa trae il nome dalle classiche sveglie-timer da cucina a forma appunto di pomodoro o di uovo, molto diffuse in America. Immaginiamo (o facciamolo davvero) di avere un timer che suona ogni 25 minuti. Per 25 minuti di lavoro, prendiamoci 5 minuti di pausa. Ogni quattro pomodori, un quarto d'ora o mezz'ora di pausa.

Naturalmente perché questa tecnica sia di qualche utilità occorre applicarla con serietà, senza barare sui pomodori e sulle pause, ricaricando il pomodoro velocemente e perché no, distribuendo le attività più impegnative su più pomodori.

6. Motivazione intrinseca

Esistono due tipi di motivazione per ogni cosa. La motivazione estrinseca è quella che viene dal di fuori: i soldi, un premio, il voto alto, la stima degli altri. Di solito ci si basa su questo tipo di motivazione, perché è il più semplice da capire, il più evidente e quello a cui la nostra società ci ha abituati - "fai così e sarai premiato", "non farlo o il signore si arrabbia".

La motivazione estrinseca però ha i suoi limiti. Innanzitutto è di breve durata - quanto ci mette a passare la soddisfazione per un buon voto? Se si prende il lunedì e si festeggia la domenica, anche tutta la settimana, ma finisce lì, e tipicamente è difficile che resti qualcosa che sproni a studiare per l'esame successivo.

La motivazione estrinseca però è anche meno intensa. Alla fine, trattandosi sempre di qualcosa che non ci riguarda ma viene da fuori, è anche qualcosa a cui è fondamentalmente facile rinunciare, per amor proprio, orgoglio o anche semplicissima pigrizia. Che fa se non ho l'aumento? Guadagno già abbastanza così, perché impegnarmi. Perché studiare per un voto più alto? Cosa mi cambia?

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La motivazione intrinseca è quella che viene da dentro, quella che caratterizza le cose che facciamo per noi stessi. Cos'è che tiene un appassionato davanti a un gioco ore e ore, facendogli scordare ancora di mangiare? La motivazione a finire il gioco. Così per tutti gli imprenditori di successo, che (in altri tempi) si sono impegnati per ciò a cui tenenvano.

Se vuoi veramente riuscire in ciò che ti interessa, concentrati sugli aspetti di motivazione intrinseca - convinciti e ricorda che non stai studiando perché un professore deve darti un voto alto, non stai scrivendo una lettera di motivazione per i soldi, ma perché per te è importante.

7. Impegnati!

Chiaramente tutte le tecniche del mondo non servono a niente se non le applichi in prima persona. Il cervello non concepisce la possibilità di sacrificarsi oggi per un domani migliore - devi essere tu a premere per questo. Devi essere tu, quando ti trovi di fronte all'alternativa, a saper dire no alla tentazione ed impegnarti per realizzare il tuo obiettivo.

I suggerimenti che ti abbiamo presentato dovrebbero rendere il lavoro molto più semplice, ma perché una nuova abitudine venga acquisita occorre almeno un mese. Una volta che ti sarai impegnato con costanza per un mese ti verrà naturale alzarti presto, lavorare in maniera strutturata, prenderti le giuste pause, ma nel frattempo sta tutto a te. In bocca al lupo!

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